Confermata la condanna per Silvio Berlusconi

La Corte d’appello di Milano ha confermato la condanna a 4 anni più 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi nell’ambito dell’inchiesta sulle irregolarità nella compravendita dei diritti tv da parte del gruppo Mediaset.
4 AGO 20
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La Corte d’appello di Milano ha confermato la condanna a 4 anni più 5 di interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi nell’ambito dell’inchiesta sulle irregolarità nella compravendita dei diritti tv da parte del gruppo Mediaset.
Il collegio presieduto da Alessandra Galli ha emesso la sua sentenza dopo sei ore di camera di consiglio. Oltre ad essere condannato a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici uffici, a Silvio Berlusconi è stata inflitta anche l'interdizione per 3 anni dal dirigere società e contrattare con la pubblica amministrazione. E' stato inoltre condannato a versare 10 milioni di euro di acconto sul risarcimento danni all'Agenzia delle Entrate. L'indulto votato dal Parlamento nel 2006 condona 3 dei 4 anni di reclusione, ma non cancella l'interdizione che, se la sentenza dovesse diventare definitiva in Cassazione, farebbe decadere Berlusconi dal seggio parlamentare. Il procedimento si prescriverà nel luglio del 2014.
Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, è stato assolto dalla Corte d'Appello di Milano dall'accusa di frode fiscale. E' un verdetto che conferma quello già espresso dai giudici di primo grado. Niccolò Ghedini, uno dei legali di Silvio Berlusconi, lasciando l’aula ha affermato che la condanna con cui i giudici della Corte d'Appello di Milano hanno confermato la condanna a quattro anni di carcere per il suo assistito “è "totalmente al di fuori di ogni logica". "La forza della prevenzione dei giudici di Milano è nota - ha aggiunto - tanto è vero che avevamo presentato una istanza di rimessione alla Cassazione che però non ha creduto a problematiche che erano reali e alla forza della prevenzione che va al di là della forza dei fatti".